Siamo quello che dobbiamo essere


   La maggior parte della nostra vita, siamo quello che dobbiamo essere e facciamo quello che dobbiamo fare.  Anche se, più delle volte, mi sembra sbagliato, lo capisco. È molto più facile mischiarsi nella folla e non guardare il quadro generale che, a essere sinceri, fa schifo. È più semplice dare la colpa alla società, al vicino, al sistema, a un altro e altrove e non accettare con responsabilità che il problema è ovunque: in noi stessi, nelle nostre famiglie apparentemente felici, tra gli amici sorridenti, nelle discussioni intelligenti o meno, anticomuniste o antifasciste, sui social o in fila a prenderci un caffè a una distanza di un metro l’uno dell’altro. E tutto perché, in questo dramma che chiamiamo vita, ognuno ha il proprio ruolo, anche se la maggior parte di noi arriva alla fine senza sapere esattamente quale è stato il suo.
      Qualcuno ha la parte romantica, in tanti fanno la parte della vittima e altri, pochi, quella comica. Ma perché il dramma sia convincente, non mancano mai il buono è il cattivo. Soprattutto se crediamo che il cattivo è sempre l’altro. Ragionamento assolutamente umano, se pensiamo quanto coraggio e sincerità ci vuole per guardarsi e accettarsi davvero nudi. Il coraggio e la sincerità di spogliarsi: un gesto di per sé piuttosto semplice, togli involucro esterno e scopri che cosa c’è sotto. Il risultato a volte può essere sorprendente: Quando togli la vernicia famigliare puoi scoprire il dolore, quando togli la facciata della ricchezza puoi trovare il disprezzo di te stesso, quando togli il velo della vulnerabilità puoi trovare la crudeltà. Una cosa è certa, spogliare fa male. E può essere un gesto molto pericoloso. Ma per pochi fortunati può essere anche divertente. Dipende molto da chi hai davanti: Te stesso nel proprio specchio, un amico, un estraneo. Perché nei nostri momenti più bui abbiamo bisogno di qualcuno che ci ascolti e che ci veda così come siamo. Alcuni si rivolgono ai professionisti, altri fanno affidamento su persone più anziane e più sagge, altri ancora cercano di capire che cosa stianno passando. Ma per la maggior parte di noi non c’è niente di più terapeutico di una chiacchierata con un’amica per sentirci meglio.  Ci accettiamo e accettiamo e, poco per volta, ormai, ci abituiamo a tutto. E quando capita, torniamo a sorridere. Ci abituiamo alle regole che non condividiamo, alle mancanze, al dolore, ai bruschi cambiamenti di umore alle persone  intorno, agli scatti di ira di qualcuno che amiamo, alle proprie crisi di pianto, alla depressione, anche se profonda.
E quando ci abituiamo a tutto questo, uno strano equilibrio, una strana tranquillità si impossessa di noi stessi…

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